Mentre giravo tra le stanze della Reggia di Caserta, mi son ritrovata in questo ambiente dalle pareti bianche e ho immediatamente notato l'Allegoria della pace di Stefano Pozzi. E' stato amore a prima vista, mi ha completamente incanta dal primo dettaglio guardato. Ciò che ho subito ammirato è stato lo sguardo profondo tra le due donne, uno sguardo intenso. Posando gli occhi sull'intero quadro si notano due donne, di cui una poggia il piede su una nuvola mentre viene abbracciata dall'altra donna avente nella mano sinistra un ramoscello d'ulivo. La nuvola sulla quale poggiano i piedi della donna alla nostra destra assieme ai panneggi dei vestiti dà al quadro una sorta di morbidezza, come se tutto fosse soffice. Ma ciò che mi ha catturata in assoluto sono stati i colori, ho immaginato una psicologia dell'uso di essi. Notando i colori delle due donne infatti, è come se alla nostra sinistra ci fosse la donna che rappresenta la pace dato il colore chiaro della sua carnagione a contrasto, invece, con l'altra donna dalla carnagione opaca, triste. Forse rappresenta la guerra. La "guerra" ha colori più scuri, oltre che per la carnagione anche per i suoi vestiti, quell'outfit rosso-grigio, in antitesi con quello luminoso della "pace". Come se una rappresentasse la luce, l'armonia e l'altra l'angoscia, l'infelicità. Per tutta la visione dell'opera sono stata accompagnata da una sensazione di benessere, mi son sentita su una nuvoletta soffice anch'io.
Collocazione: Reggia di Caserta, Caserta
Datazione: XVIII secolo
Tecnica: olio su tela, cm 370 x 230


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