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L’ospite inquietante

1:18 PM

Mentre gironzolavo nella Feltrinelli ho notato per caso “L’ospite inquietante - Il
nichilismo e i giovani” di Umberto Galimberti che già dal titolo sembrava interessante. Di Galimberti non avevo mai letto nulla ma leggendo meglio il retro sono stata definitivamente atratta.
Leggere questo libro ha comportato diverse scoperte: innanzitutto il signor Galimberti, a libro chiuso mi son detta “tu signorina, leggerai ogni suo libro”. Questo perché Galimberti si propone con un linguaggio scorrevole, adatto a tutti. Ciò è molto importante perché è un libro che tutti dovrebbero leggere, tutti. Un libro che abbraccia temi differenti, dalle emozioni, alla droga, al suicidio, alle generazioni, alla scuola, alla musica, ma tutti
hanno un unico filo conduttore: la società. È la società il soggetto di questo libro che Galimberti spiega con somma maestria.
Qui di seguito vi propongo alcuni pezzi che ho scelto in maniera molto accurata ed è stato molto difficile dato che ho veramente sottolineato quasi tutto il libro:
«In che cosa consiste questa crisi? In un cambiamento di segno del futuro: dal futuro-promessa al futuro-minaccia. E siccome la psiche è sana quando è aperta al futuro, quando il futuro chiude le sue porte o, se le apre, è solo per offrirsi come incertezza, precarietà, insicurezza, inquietudine, allora, come dice Heidegger, "il terribile è già accaduto", perchè le iniziative si spengono, le speranze appaiono vuote, la demotivazione cresce, l'energia vitale implode.» [Pag. 26]
«Se il riconoscimento manca, come manca sempre a chi va male a scuola, l'identità, che è un bisogno assoluto per ciascuno di noi, si costruisce altrove, in tutti quei luoghi, scuola esclusa, dove è possibile ottenere riconoscimenti.» [Pag. 33]
«Bisogna educare i giovani a essere se stessi, assolutamente se stessi. Questa è la forza d'animo. Ma per essere se stessi occorre accogliere a braccia aperte la propria ombra. Che è ciò che rifiutiamo di noi. Quella parte oscura che, quando qualcuno la sfiora, ci fa sentire "punti nel vivo". perchè l'ombra è viva e vuole essere accolta. Anche un quadro senza ombre non ci concede le sue figure. [...] Cessa la guerra tra noi e noi stessi e perciò siamo in grado di dire: "Ebbene sì, sono anche questo".» [Pag. 54]
«Il mondo è diventato una mostra, un'esposizione pubblica che è impossibile non visitare perché comunque ci siamo dentro.» [Pag. 58]
«L'attenzione deve essere spostata dalle conseguenze dell'uso e dell'abuso della droga alle cause. E solo allora la droga può apparire per quello che è: non una dipendenza ormai diffusa su larga scala nel mondo giovanile e non solo, ma un sintomo, se non addirittura un tentativo disperato di rimedio  a un disagio che pare impossibile poter sopportare.» [Pag. 76]
«Vivono di notte i nostri giovani, perché di giorno nessuno li riconosce, nessuno ha bisogno di loro. E loro lo sanno e non vogliono sbattere ogni giorno la faccia contro il misconoscimento della loro esistenza.» [Pag. 78]
«E se i professori, che hanno questi ragazzi tutti i giorni sotto gli occhi, non hanno nulla da dire, che speranza possiamo avere noi nella scuola che, se non è la sola responsabile, certamente non è innocente, perché non si può trascorrere ogni giorno quattro o cinque ore in mezzo ai ragazzi senza sapere neppure chi sono, e che cosa passa nelle loro teste vuote e nei loro cuori pieni.» [Pag. 100]
«E allora un invito ai genitori, sopratutto a quelli che si rivolgono ai figli solo per sapere come sono andati a scuola, e ai professori per ricordare loro che, quando sono a scuola, non hanno di fronte una "classe", ma tante facce diverse da guardare per davvero in faccia, a una a una, senza nascondersi dietro la scusa che non si è psicologi, perchè non si è neppure uomini se non ci si accorge della sofferenza di un giovane.» [Pag. 103]


«[...] Il tutto condito da un acritico consumismo, reso possibile da un'inedita disponibilità economica che, per disinteresse o per snobismo, questi giovani nemmeno utilizzano, perché le cose sono a loro disposizione prima ancora che le abbiano desiderate. E così a questa tribù del malessere viene attribuita una valenza di mercato prima che di identità. [...] E da qui prende avvio quella "morte felice" della propria specificità, per imboccare quella strada a senso unico che compensa la carenza di identità con la sicurezza concessa dall'appartenenza alla tribù, fuori dalla quale resta solo la solitudine dell'anonimato sociale, dove si spalancano baratri insuperabili in ordine alla comunicazione che nemmeno il rumore assordante della discoteca riesce a colmare.» [Pag. 128-129]
«Se i nostri giovani per esistere devono ricorrere alla musica-grido, questo dovrebbe farci riflettere su quanto la nostra comunità non sia più accogliente, quanto asfittiche e mascherate siano le parole bene educate che si scambiano, quanta solitudine di massa si aggiri nella nostra città dove ciascuno è dedito ai soli suoi traffici e dove i mezzi di comunicazione servono solo a renderli più spediti, in quella "menzogna della civiltà", come scrive Nietzsche, nella quale il giovane stenta sempre più a trovare la sua abituale dimora. E perciò lo dice con quel linguaggio originario che è la musica, nel suo tratto più primitivo, quello ritmato, quello del corpo, quello del battito del cuore.» [Pag. 154]
«E' come se lo sguardo senile della cultura occidentale non avesse più occhi per la condizione giovanile che potrebbe portare a un rinnovamento, e perciò la lascia ai margini del proprio incidere, parcheggiata in spazi vuoti e privi di prospettive, senza farsi sfiorare dal dubbio che forse il sintomo della fine di una civiltà non è da addebitare tanto all'inarrestabilità dei processi migratori o ai gesti disperati dei terroristi, quanto piuttosto al non aver dato senso e identità e quindi aver sprecato le proprie giovani generazioni, la massima forza biologica e ideativa di cui una società dispone.» [Pag. 164]
Insomma, un libro che apre gli occhi e che consiglio a ogni singola persona.


Potete acquistarlo direttamente qui:



Casa Editrice: Feltrinelli Editore

Numero Pagine: 180

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