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Capitalismo Parassitario

3:42 PM

È il primo libro di Zygmunt Bauman che ho letto, e lo ammetto ragà, perchè di attualità sono abbastanza ignorante e volevo cominciare a capire qualcosa del mondo che mi circonda e il risultato è stato: Wao, ben svegliata Martina! È seriamente illuminante, scorrevole e ho maledetto il fatto che fosse di sole 68 pagine.
Detto questo, vi propongo le frasi che più mi hanno colpito (ne ho sottolineate di più, però poi sarebbe stato troppo lungo l’articolo e quindi ne ho messe solo alcune):
《Se i debitori non sono stati in grado di pagare personalmente gli interessi sull’orgia consumistica ispirata e ingigantita dalle banche, forse potranno essere indotti/costretti a farlo attraverso le tasse che versano allo Stato.》[pag. 22]
《Come il recente “tzunami finanziario” ha dimostrato, “al di là di ogni ragionevole dubbio”, ai milioni di individui che il miraggio della “prosperità ora e per sempre” aveva cullato nella convinzione che i mercati e le banche del capitalismo fossero i metodi garantiti per la risoluzione dei problemi, il capitalismo offre il meglio di sè non nel risolvere i problemi, ma nel crearli.》[pag. 3]
《La cultura liquido-moderna non ha “persone” da “coltivare” ma clienti da sedurre.》[pag. 34]
《[...] ma sono i loro debiti che i creditori moderni e benevoli hanno deciso di trasformare nella fonte principale dei loro profitti costanti. Il cliente che restituisce prontamente il denaro preso in prestito è l’incubo del creditore. [...] Per i loro profitti e per quello degli azionisti, le banche e le società di carte di credito contano ormai sul “servizio” continuato del debito invece che sul pronto rimborso dello stesso. Per loro, un “debitore ideale” è uno che non si ripaga mai interamente il proprio debito.》[pag. 10 - 11]


《La gioia di “liberarsi” di qualcosa, l’atto di scartare e gettare tra i rifiuti, è la vera passione del nostro mondo. [...] Il consumismo di oggi non consiste nell’accumulare oggetti, ma nel goderne una tantum.》[pag.39]
《Lo Stato deve fare dunque due cose. Primo sovvenzionare il capitale nel caso quest’ultimo rimanga a corto del denaro necessario per acquistare la forza produttiva del lavoro. E secondo, garantire che valga la pena acquistare il lavoro, cioè che la manodopera sia in grado di sopportare le fatiche del lavoro di fabbrica, e dunque che sia forte e in buona salute, non malnutrita, e debitamente istruita alle competenze e abitudini comportamentali indispensabili per le occupazioni industriali.》[pag. 24]
《In questo mondo nuovo si chiede agli uomini di cercare solitudini provate a problemi di origine sociale, anzichè soluzioni di origine sociale a problemi privati.》[pag. 47]
《Non si spera più, nè si presume, che i giovani siano “avviati a diventare adulti come noi”, ma essi sono visti come un genere di persone alquanto differenti e destinate a restare diverse “da noi” per tutta la vita. Le differenze tra “noi” (i vecchi) e “loro” (i giovani) non appaiono più come un problema temporaneo destinato a risolversi e a svanire nel momento in cui i giovani (inevitabilmente) apriranno gli occhi alle realtà della vita.》[pag. 60]

Ora, spero abbiate compreso il motivo per cui ho amato Bauman.


Potete acquistarlo direttamente qui:

Casa Editrice: Editori Laterza

Numero Pagine: 74

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